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Lo scasso in agricoltura: una panoramica

  • By forlino lorenzo
  • 15 Nov, 2017
scasso agricolo

Esattamente di cosa parliamo quando in agricoltura si parla di scasso?

Facendo debito riferimento alle normative agricole, per scasso si intende la profonda lavorazione del terreno che solitamente precede una eventuale semina di materiale organico di vario tipo.

Lo scasso solitamente raggiunge i 100/150 cm di profondità, così da permettere alle radici delle piante di penetrare più a fondo nel terreno sottostante, diventando così più forti e più resistenti.

Come si effettua uno scasso?

Esistono vari tipi di scasso, il più comune è quello a buche, che viene eseguito con una trivella al fine di creare vari dislivelli nel terreno per arrivare alla profondità desiderata.

Lo scasso a fosse invece si crea mediante l’utilizzo di una macchina che dà vita ad un profondo solco lungo i filari, in cui poi troveranno spazio i futuri semi e i germogli delle piante.

Lo scasso andante infine – il più usato fin dai tempi antichi – prevede la lavorazione di tutta la superficie mediante aratro meccanico o disossatore del terreno, creando un dislivello continuo nel terreno per prepararlo alla semina.

Quest’ultimo tipo di scasso può portare vantaggi profondi al terreno, dato che ne coinvolge diversi strati, rimestandolo a dovere e portando in superficie elementi più profondi, e può anche avere una funzione umettante e rinvigorente, bagnando la terra secca nello strato superiore.

Ci sono però anche degli svantaggi: come il rischio di portare a galla materiale sterile dal sottosuolo, ma anche la possibilità di lavorazioni molto profonde e costose, qualora avessimo di fronte un terreno a zollosità molto densa.

Altri tipi di scasso

Esiste poi un altro tipo di lavorazione che rientra nella categoria dello scasso: stiamo parlando della rippatura.

Questa pratica si esegue con pesanti trattori ai quali vengono collegati macchinari, detti appunto ripper.

Non smuovono profondamente il terreno, ma si limitano a rimestarlo in superficie, creando comunque una zona fertile in cui successivamente andare a seminare.

La rippatura ha come enorme vantaggio quello di richiedere forze di trazione inferiori, non dovendo ovviamente scendere a livelli profondi del terreno, ma mantenendosi nello strato primario.

Il periodo più indicato per effettuare lo scasso

Il periodo migliore in cui effettuare lo scasso, in qualunque delle forme che abbiamo elencato, è senza dubbio l’estate: considerando infatti che in questo periodo dell’anno il terreno è meno soggetto a congestionamento (derivante dalle piogge e dall'umidità),  al contrario di quanto accadrà nelle altre stagioni.

By forlino lorenzo 15 Nov, 2017

Esattamente di cosa parliamo quando in agricoltura si parla di scasso?

Facendo debito riferimento alle normative agricole, per scasso si intende la profonda lavorazione del terreno che solitamente precede una eventuale semina di materiale organico di vario tipo.

Lo scasso solitamente raggiunge i 100/150 cm di profondità, così da permettere alle radici delle piante di penetrare più a fondo nel terreno sottostante, diventando così più forti e più resistenti.

By forlino lorenzo 15 Nov, 2017

Come si costruisce un pozzo e cosa dice la legge in merito?

Una domanda che per molte persone potrà sembrare strana, ma che ultimamente sta prendendo sempre più piede, data la scarsità di reti idriche funzionanti presenti sul territorio, specialmente quello ubicato a Sud del nostro Paese, e l’inefficienza – in molti casi – di dighe e cisterne in casi di estrema siccità.

Un pozzo, come tutti sappiamo, altro non è che una buca fatta nel terreno fino ad arrivare ad una presunta falda acquifera, da cui estrarre acqua corrente finché la falda lo permette.

Esistono pozzi naturali (come quelli artesiani) ma per la maggior parte parliamo di fosse scavate dall'uomo.

Le normative in merito sono molto rigide, ed è bene fare alcune premesse prima di parlarne.

By forlino lorenzo 15 Nov, 2017

Spesso durante i lavori di edilizia, specialmente quelli riguardanti le reti idriche, ci si chiede se il progetto e la sua realizzazione e supervisione possano indifferentemente essere affidati ad un architetto o ad un ingegnere e, in particolare, se in questo tipo di lavoro possano sussistere differenze fra le due figure.

Il quesito è facilmente risolvibile leggendo la normativa in materia, che deve essere consultata ed interpretata a dovere onde evitare futuri divieti o fermi del lavoro da parte delle autorità competenti.

By forlino lorenzo 15 Nov, 2017

La pozzolana è tecnicamente un tipo di roccia vulcanica effusiva, con proprietà organiche ed organolettiche che le consentono di reagire bene associata ad alcuni tipi di calce, per dare vita a malte resistenti ed assolutamente adatte per il settore edilizia.

Il nome pozzolana deriva da Pozzuoli, la città dove questa roccia è stata estratta maggiormente, originaria soprattutto dei Campi Flegrei attorno alla città stessa.

Allora come oggi la pietra pozzolana è adatta alla formazione di cementi e malte pronte di particolari tipi, resistenti all'umidità e all'acqua, esportati in tutto il mondo e perfettamente adatti ai lavori subacquei.
By forlino lorenzo 14 Nov, 2017

Nei secoli il rapporto fra uomo e natura è stato sempre più conflittuale. Nel corso del tempo l’uomo ha realizzato opere di varia natura, dall’edilizia ai grandi impianti industriali ed architettonici, per venire incontro alle proprie esigenze, soprattutto in campo lavorativo ed abitativo.

Spesso e volentieri però a discapito della natura stessa, con costruzioni forzate ed un abusivismo dilagante, che alla lunga ha finito per rovinare gran parte del territorio non solo italiano, ma di gran parte del mondo.

By forlino lorenzo 14 Nov, 2017

Nel piano di attuazione per i rifiuti rilasciato qualche anno fa, ma ancora valido, è emerso un dato abbastanza importante ed allarmante al tempo stesso: il maggior influsso di rifiuti, come era prevedibile, proviene dal settore dell’industria (che occupa circa il 42% del totale), mentre il quantitativo di rifiuti inerti (chiamati anche CDW in linguaggio specifico) rappresentano circa 500 kg all'anno.

L’Europa ha recentemente attuato un piano di riqualifica non solo dei rifiuti, con riciclaggio e riutilizzo, ma anche per il risanamento e l’utilizzo dei rifiuti da demolizione e lavorazione.

Nel nostro Paese i rifiuti inerti sono spesso stati oggetto di rallentamenti per quanto riguarda eventuali lavorazioni o riutilizzi, complice una quantità di problemi e pratiche legate al territorio, oltre alla presenza di naturali materiali da costruzione presenti nelle varie zone del Paese, che sono spesso state preferite ai rifiuti stessi.

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