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Progettazione reti idriche: la normativa

  • By forlino lorenzo
  • 15 Nov, 2017
un impianto idrico

Spesso durante i lavori di edilizia, specialmente quelli riguardanti le reti idriche, ci si chiede se il progetto e la sua realizzazione e supervisione possano indifferentemente essere affidati ad un architetto o ad un ingegnere e, in particolare, se in questo tipo di lavoro possano sussistere differenze fra le due figure.

Il quesito è facilmente risolvibile leggendo la normativa in materia, che deve essere consultata ed interpretata a dovere onde evitare futuri divieti o fermi del lavoro da parte delle autorità competenti.

Cosa dice la normativa?

Il regolamento per le professioni di ingegnere ed architetto cita testualmente al capitolo IV:

“Sono di spettanza della professione d’ingegnere, il progetto, la condotta e la stima dei lavori per estrarre, trasformare e utilizzare i materiali direttamente o indirettamente occorrenti per le costruzioni e per le industrie, dei lavori relativi alle vie e ai mezzi di trasporto, di deflusso e di comunicazione, alle costruzioni di ogni specie, alle macchine e agli impianti industriali, nonché in generale alle applicazioni della fisica, i rilievi geometrici e le operazioni di estimo”.

Leggendo anche altre normative in merito, emerge un dato allo stesso tempo interessante e molto nebuloso sulla questione.

In Italia non esiste una netta e propria distinzione fra le due figure.

Vi sono ovviamente campi di azione specifici per le due categorie: cerchiamo di vedere quali sono questi campi.

Quali sono i campi di azione dell'architetto e dell'ingegnere?

Per quanto riguarda l’architetto parliamo ovviamente di tutti i lavori che riguardano l’edilizia civile particolare, come restauri e riqualificazioni di ambienti storici, e tutti quelli contemplati nella legge che regola le belle arti.

Per l’ingegnere, invece, parliamo di opere idrauliche ed edilizie che richiedono applicazioni fisiche e meccaniche di un certo tipo.

Esistono poi i lavori “in comune”, come l’edilizia civile storica, le misurazioni geometriche di alcuni piani, la composizione di un piano regolatore e così via.

Arrivando dunque in fondo al nostro ragionamento, e facendoci aiutare anche dalla giurisprudenza (che ha stabilito ciò in alcune normative legali specifiche), tutto ciò che riguarda la rete idrica, la sua progettazione, realizzazione e controllo, è compito della figura di un ingegnere civile o privato che sia. Dato che tali lavori, sia in ambienti industriali che privati, possono essere tranquillamente ricondotti alle opere di ingegneria civile, a cui tale figura fa ovviamente riferimento.

By forlino lorenzo 15 Nov, 2017

Esattamente di cosa parliamo quando in agricoltura si parla di scasso?

Facendo debito riferimento alle normative agricole, per scasso si intende la profonda lavorazione del terreno che solitamente precede una eventuale semina di materiale organico di vario tipo.

Lo scasso solitamente raggiunge i 100/150 cm di profondità, così da permettere alle radici delle piante di penetrare più a fondo nel terreno sottostante, diventando così più forti e più resistenti.

By forlino lorenzo 15 Nov, 2017

Come si costruisce un pozzo e cosa dice la legge in merito?

Una domanda che per molte persone potrà sembrare strana, ma che ultimamente sta prendendo sempre più piede, data la scarsità di reti idriche funzionanti presenti sul territorio, specialmente quello ubicato a Sud del nostro Paese, e l’inefficienza – in molti casi – di dighe e cisterne in casi di estrema siccità.

Un pozzo, come tutti sappiamo, altro non è che una buca fatta nel terreno fino ad arrivare ad una presunta falda acquifera, da cui estrarre acqua corrente finché la falda lo permette.

Esistono pozzi naturali (come quelli artesiani) ma per la maggior parte parliamo di fosse scavate dall'uomo.

Le normative in merito sono molto rigide, ed è bene fare alcune premesse prima di parlarne.

By forlino lorenzo 15 Nov, 2017

Spesso durante i lavori di edilizia, specialmente quelli riguardanti le reti idriche, ci si chiede se il progetto e la sua realizzazione e supervisione possano indifferentemente essere affidati ad un architetto o ad un ingegnere e, in particolare, se in questo tipo di lavoro possano sussistere differenze fra le due figure.

Il quesito è facilmente risolvibile leggendo la normativa in materia, che deve essere consultata ed interpretata a dovere onde evitare futuri divieti o fermi del lavoro da parte delle autorità competenti.

By forlino lorenzo 15 Nov, 2017

La pozzolana è tecnicamente un tipo di roccia vulcanica effusiva, con proprietà organiche ed organolettiche che le consentono di reagire bene associata ad alcuni tipi di calce, per dare vita a malte resistenti ed assolutamente adatte per il settore edilizia.

Il nome pozzolana deriva da Pozzuoli, la città dove questa roccia è stata estratta maggiormente, originaria soprattutto dei Campi Flegrei attorno alla città stessa.

Allora come oggi la pietra pozzolana è adatta alla formazione di cementi e malte pronte di particolari tipi, resistenti all'umidità e all'acqua, esportati in tutto il mondo e perfettamente adatti ai lavori subacquei.
By forlino lorenzo 14 Nov, 2017

Nei secoli il rapporto fra uomo e natura è stato sempre più conflittuale. Nel corso del tempo l’uomo ha realizzato opere di varia natura, dall’edilizia ai grandi impianti industriali ed architettonici, per venire incontro alle proprie esigenze, soprattutto in campo lavorativo ed abitativo.

Spesso e volentieri però a discapito della natura stessa, con costruzioni forzate ed un abusivismo dilagante, che alla lunga ha finito per rovinare gran parte del territorio non solo italiano, ma di gran parte del mondo.

By forlino lorenzo 14 Nov, 2017

Nel piano di attuazione per i rifiuti rilasciato qualche anno fa, ma ancora valido, è emerso un dato abbastanza importante ed allarmante al tempo stesso: il maggior influsso di rifiuti, come era prevedibile, proviene dal settore dell’industria (che occupa circa il 42% del totale), mentre il quantitativo di rifiuti inerti (chiamati anche CDW in linguaggio specifico) rappresentano circa 500 kg all'anno.

L’Europa ha recentemente attuato un piano di riqualifica non solo dei rifiuti, con riciclaggio e riutilizzo, ma anche per il risanamento e l’utilizzo dei rifiuti da demolizione e lavorazione.

Nel nostro Paese i rifiuti inerti sono spesso stati oggetto di rallentamenti per quanto riguarda eventuali lavorazioni o riutilizzi, complice una quantità di problemi e pratiche legate al territorio, oltre alla presenza di naturali materiali da costruzione presenti nelle varie zone del Paese, che sono spesso state preferite ai rifiuti stessi.

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